Union du Personnel des Finances en Europe                                            
                                                        Union of Finance Personnel in Europe
                                                        L’Unione del personale delle finanze in Europa    
 

 

 

 

La criminalità economica e fiscale - un attentato all'uguaglianza sociale: una sfida per Stato e Società

(Delibera del Comitato del 7 settembre 2000)

I.

La criminalità economica e fiscale in Europa sta assumendo dimensioni preoccupanti. Essa si presenta in maniera sempre più accentuata sotto forma di criminalità organizzata. „Il riciclaggio del denaro sporco" ne costituisce un’irrinunciabile parte integrante: si stima che il suo volume si aggiri intorno al 20 % del prodotto nazionale lordo degli Stati europei.

Ne consegue che:

 

  • L’onere fiscale sopportato dai cittadini onesti è in aumento a causa del crescente aggravio esercitato dalla criminalità economica e fiscale sul bilancio pubblico.
  • A livello sociale viene minata la base della solidarietà, soprattutto nei casi in cui i lavoratori dipendenti sono soggetti a imposte sino ai limiti delle loro possibilità economiche, mentre gli evasori fiscali e i membri della criminalità economica incassano indenni consistenti somme.
  • Allo stesso tempo ciò rappresenta un attentato all’uguaglianza sociale e allo Stato sociale di diritto per eccellenza.

II.

Le cause di tale minaccioso sviluppo sono molteplici. Tuttavia ne è nota da tempo una causa fondamentale: lo „stato di desolazione" in cui si trova l'amministrazione fiscale e doganale nei singoli Stati europei.

1. Ed è proprio in tale contesto che affiora un pericoloso circolo vizioso. La maggior parte delle amministrazioni di riscossione europee adottano misure di riduzione del personale „ai fini di un risanamento del bilancio", mentre i compiti si fanno sempre più numerosi. In tal modo il supposto „risanamento del bilancio" provoca l'effetto contrario conducendo a una crisi del bilancio pubblico.

2. Gli ostacoli creati dalle normative impediscono l’applicazione delle leggi fiscali e doganali. Un tipico esempio è fornito dal cosiddetto „segreto bancario" che blocca le possibilità di indagine da parte delle autorità finanziarie, non tutela i clienti dell’istituto bancario, e copre invece esclusivamente gli evasori fiscali.

3. La globalizzazione ha dato vita a un intreccio sempre più fitto delle attività commerciali. L’applicazione del diritto oltre i confini nazionali si è rivelata di conseguenza sempre più complicata e meno trasparente.

 

4. Il commercio elettronico aggrava se non addirittura impedisce l’esatta verifica della documentazione fiscale in maniera ancora del tutto incalcolabile.

 

III.

Rientra pertanto tra i compiti primari della politica europea far sì che le amministrazioni di riscossione siano messe in condizione di adempiere ai propri compiti fondamentali di natura nazionale ed europea. L’UFE esige dunque l’immediata introduzione di un nuovo orientamento politico e di una svolta, in particolare sulla base di 7 provvedimenti:

  1. fornire alle amministrazioni di riscossione un supporto sufficiente in termini di mezzi e persone,
  2. creare interessanti condizioni di lavoro e incentivi legati alle prestazioni,
  3. introdurre sistemi informatici di avanguardia,
  4. creare prospettive professionali. A tal proposito sussistono due fattori strettamente collegati l’uno all’altro:
  • la creazione di interessanti possibilità di carriera e
  • la prospettiva di un'assistenza pensionistica in grado di mantenere e garantire un determinato standard di vita. In particolare, la continua discussione circa la sussistenza dei sistemi di previdenza non mette in pericolo soltanto la sicurezza sociale ma anche la motivazione e il rendimento dei lavoratori interessati.

5. Un esempio di disposizione che ostacola l’applicazione delle leggi è il segreto bancario che comporta un inadeguato rilevamento dei tassi di interesse in caso di corresponsione al di là dei confini nazionali.

L’UFE si appella dunque ai governi UE affinché prendano accordi immediati relativamente alle norme comuni da applicare sulla tassazione degli interessi nell’ambito dell’Unione Europea. Il compromesso proposto da Feira non è sufficiente: è fitto di regolamenti speciali e prevede una soglia temporanea per l’anno 2010. Non è possibile fare attendere fino ad allora la giusta verifica delle entrate di capitale in Europa.

L'UFE insiste nuovamente sul cosiddetto "modello di coesistenza" che prevede un'imposta alla fonte del 20% ovvero un obbligo di comunicazione da parte delle banche agli enti finanziari di domicilio.

 

6. L‘UFE invita alla lotta contro le frodi sull'imposta sul valore aggiunto risultanti dal principio del paese di destinazione per mezzo di un incremento del personale dell’EUROPEAN ANTI FRAUD-OFFICE – OLAF. I pochi collaboratori attivi nella lotta contro le frodi sull’imposta sul valore aggiunto non sono assolutamente sufficienti a sconfiggere una criminalità fiscale di tale portata.

  1. È necessario inoltre rafforzare l'assistenza amministrativa e giudiziaria in Europa. A livello delle autorità di inchiesta è indispensabile creare una forma di assistenza amministrativa libera da cavilli burocratici che possa dunque consentire agli investigatori di operare al di là dei confini nazionali. In un tale contesto OLAF assumerà una funzione di coordinamento. Le autorità di investigazione di polizia, dogana e finanza che per prime rilevano una procedura sospetta sono tenute ad informarne tempestivamente gli altri organi di investigazione richiedendo l’intervento da parte di OLAF.
  2. Non da ultimo, per combattere in modo efficace le frodi fiscali in tutta Europa è necessario istituire in tutti gli stati membri un sistema informatico, operante secondo gli stessi criteri, e organizzare tramite OLAF uno scambio di informazioni diretto e un accesso a livello europeo.

IV.

È già quasi troppo tardi! Se in Europa non si giungerà finalmente a una serie di provvedimenti omogenei relativi all’organizzazione e al personale delle amministrazioni fiscali e doganali affinché sia ad esse consentito di adempiere ai loro ardui compiti, la criminalità economica e fiscale troverà aperte tutte le porte. La lotta contro la criminalità economica e fiscale rappresenta dunque una sfida non soltanto per la politica finanziaria dell’Europa ma e soprattutto per il singolo Stato e la società.